Note

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Qualche nota di Nicola: quello che Michel chiamava anche Nick, o Pappone, o “il mio Pappone” nei momenti di particolare tenerezza; comunque circa mai “papà”.

Il ricordo di Michel in queste pagine è inevitabilmente molto parziale, e “congelato”. Le foto congelano attimi. Ma anche i filmini, dove vediamo Michel scatenarsi a picchiare la sua amata batteria sono comunque delle “rappresentazioni” che del vero Michel trattengono qualche elemento solamente.

L’uso della prima persona (a parte qui, nel CV e nell’About) vorrebbe aiutarmi/ci a focalizzare ciò che davvero piaceva a Michel.

Inevitabilmente com’era di preciso il Michel vivo sbiadirà pian piano nel nostro ricordo. Le sue battutine, i suoi sguardi obliqui, i suoi sorrisi cordiali, le sue tenerezze… Il casino, lo sporco e il disordine che si lasciava intorno, i riffs che ripeteva all’ossessione alla chitarra…
Non subito, ma nel 2020 o nel 2040 o nel 2060 non ce li ricorderemo più proprio bene. Fa male dirlo e fa male pensarlo ora, ma fa anche parte del percorso di guarigione di una ferita che ora sanguina.

Queste pagine resteranno invece “surgelate”.  Le foto e i filmini digitali non sbiadiscono. Certo, fra qualche anno la risoluzione e la bidimensionalità di questi “media” ci farà forse un effetto vintage, come ora la sensanzione di quando ci capita di rivedere i vecchi filmini (super)8mm (sbiaditi) e le vecchie foto a stampa 8×8 cm (ingiallite) che sono l’ultimo ricordo tangibile della nostra infanzia di oggi quasi cinquantenni, visti attraverso gli occhi e gli obiettivi dei nostri genitori oggi molto anziani o già assieme a Michel. Ma foto e films qui sono immuni da invecchiamento.

Purtroppo né questi ricordi né altri, e nemmeno la certezza di saperlo in pace tra le braccia di Dio, leniscono il senso di mancanza che la partenza di Michel ha lasciato nei nostri cuori e nelle nostre vite.

Il 2/8/2014, di fronte a un’icona nell’antica basilica di San Michele a Pavia, riflettevo che nel lontano 1998 (fine dello scorso millennio!) demmo al cucciolo d’uomo frutto del nostro amore il nome Michel, quello di un angelo. E un angelo è diventato. In verità all’epoca Michel era nome un po’ demodé, un nome da anziano signore. E talvolta, nel primo decennio di questo questo secolo mi soffermavo a immginare il Michel degli ultimi decenni del secolo, anziano signore per cui io, il Pappone, sarei rimasto un ricordo, sperabilmente non fastidioso. E invece quell’anziano signore non ci sarà. Ci sarà invece l’angelo Michel che ci accompagnerà e ci proteggerà e ci verrà incontro sorridente il giorno del nostro arrivo in Cielo.

Il 13/12/2014 ho taggato tutte le mie foto in Panoramio dove si vede Michel. Per certe, individuare Michel è un bell’esercizio: la ragione è che Panoramio non accetta i ritratti, ma solo, appunto, i panorami.

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